IL CONTESTO IN CUI SORGE LA POLIZIA COMUNITARIA (1995)
SITUAZIONE STATALE
Verso la metà degli anni ’90 lo stato di Guerrero visse una crisi che si fece ancora più acuta con il massacro di 39 contadini nella comunità di Aguas Blancas, perpetrato dalla Polizia Motorizzata. Come conseguenza di ciò, il governatore Rubén Figueroa fu costretto a dimettersi e gli subentrò il governatore ad interim Ángel Aguirre Rivero.
SITUAZIONE REGIONALE
Con la crisi del sistema giudiziario si crea un vuoto nei tre poteri dello Stato, e nella Montagna si radicalizza la situazione di violenza a causa della delinquenza organizzata. Le strade statali, i sentieri e le comunità sono oggetto di innumerevoli furti, assalti, stupri e omicidi. Le istituzioni ignorarono tale situazione, data la collusione tra i corpi di polizia, gli agenti del Pubblico ministero ed i delinquenti.
LA FORMAZIONE DELLA POLIZIA COMUNITARIA
Uno dei principali fattori della nascita del Sistema di Sicurezza, Giustizia e Rieducazione Comunitaria fu l’inefficacia e la corruzione del sistema de sicurezza pubblica statale. La situazione di violenza e violazione ai diritti umani che si manifestava lungo le strade della Montagna di Guerrero (ciò che oggi è la strada statale Tlapa-Marquelia) e la Costa Chica (San Luís Acatlán-Marquelia) negli anni ottanta e inizio degli anni novanta, spinse gli abitanti di alcune comunità della regione a organizzarsi per combatterla. Non solo la gente comune, ma anche le organizzazioni contadine e le cooperative agricole, principalmente di produttori di caffè, erano danneggiate dalla mancanza di sicurezza nel trasporto dei propri prodotti.
Gli anni più pericolosi furono tra il 1992 e il 1995: gli assalti erano quasi quotidiani,le donne e le bambine venivano violentate davanti ai propri genitori e mariti, e i banditi spesso arrivavano ad uccidere le persone che mostravano resistenza.
Davanti alla negligenza delle autorità e inefficienza del sistema giuridico, che si mostrava reticente a svolgere indagini, e dietro pagamento di “mazzette” lasciava liberi i delinquenti, nel 1993 e 1994 le vittime dell’insicurezza pubblica, appoggiate dalle organizzazioni sociali e dalla Chiesa cattolica locale, iniziarono a convocare riunioni per discutere la questione. In queste assemblee, cui participavano abitanti di tutta la regione, autorità comunitarie, professori, si denunciavano i crimini subiti, e si iniziava a cercare una soluzione.
Nel 1995 si realizzarono tre grandi assemblee; nella terza, la maggioranza dei partecipanti constatò che le autorità governative non avevano mai assistito a nessuna riunione a cui erano state invitate, dimostrando di non aver interesse a risolvere i problemi della popolazione. In questa riunione, che ebbe luogo a Santa Cruz del Rincón, municipio di Malinaltepec, si decise di creare la Polizia Comunitaria, definendo che l’attività di questa polizia, composta da volontari delle stesse comunità, sarebbe stata vigilare le zone più pericolose, arrestare i delinquenti, e consegnarli alle autorità.
Con la presenza dei Poliziotti Comunitari la delinquenza diminuì notevolmente. Non si riuscì però a estirpare il problema: infatti si fece ancora più evidente la inefficienza e la corruzione delle autorità incaricate di applicare e amministrare la giustizia. “Per questo motivo nel 1998 abbiamo deciso di dotarci di nostre autorità regionali per l’amministrazione della giustizia”: fu creato il Coordinamento Regionale di Autorità Comunitarie(CRAC).
CRONOLOGIA DELLE ATTIVITÀ’
1995
ATTIVITÀ’ INIZIALI
Protezione dei mezzi di trasporto pubblici e pattugliamento a piedi delle strade.
Poco a poco nelle assemblee dei paesi vennero eletti i Poliziotti Comunitari, che formarono gruppi fra gli 8 e i 12 elementi per ogni comunità. Questi iniziarono ad operare senza ricevere nessuno stipendio (è ancora così)e con armi molto semplici. Ogni gruppo operava da solo, senza alcuna coordinazione con gli altri, sotto la direttiva di due comandanti e del commissario della comunità. L’attitudine dei poliziotti è il rispetto e il servizio alle loro comunità, con un gran spirito di lotta. In questo modo si riuscì a far diminuire sostanzialmente la delinquenza lungo le strade, le violenze sessuali, i furti e gli assalti ai mezzi di trasporto.
1996
TESSERE
I Municipi accreditano i Poliziotti Comunitari come “Polizia ausiliare del Municipio”.
REGISTRO D’ARMI
SI realizza nel 48 Battaglione di fanteria.
1997
NUOVE ATTIVITà
Protezione di feste tradizionali, pattugliamento preventivo in quartieri del capoluogo municipale di San Luis Acatlán, protezione di funzionari di organizzazioni e presidenze municipali durante riunioni importanti, difesa dei valori delle organizzazioni, coordinazione con la Polizia Motorizzata e la Polizia Giudiziaria per stabilire dei posti di blocco, ecc.
COMITATO ESECUTIVO
Si istituisce la direzione del Sistema di Sicurezza con la nomina del Comitato Esecutivo (comando regionale)e la formazione di 3 rotte de Coordinazione.
AZIONI DI MAGGIOR IMPORTANZA
Si inizia la coordinazione reale ed effettiva dei gruppi intorno al comando: il Comitato Esecutivo. Si inseguono e catturano ladri di bestiame e si intacca la base del traffico di droga nelle stesse comunità. Si partecipa con il 48° battaglione di fanteria dell’Esercito Messicano ad azioni come protezione di feste tradizionali, cattura di delinquenti, tra le altre.
CORSI DI FORMAZIONE DA PARTE DELLA SOTTOSEGRETERIA DI PROTEZIONE DEL GOVERNO DELLO STATO E DELL’ESERCITO MESSICANO.
Nel 1996 e 1997 vari Comandanti della Polizia Statale, così come ufficiali del 48 Battaglione di Fanteria offrono corsi di formazione alle Assemblee e ai gruppi di comunitari su varie tematiche relazionate all’uso delle armi, legislazione e sicurezza.
1998
COORDINAMENTO REGIONALE DELLE AUTORITÀ COMUNITARIE (CRAC)
Istituzione della CRAC come apparato di amministrazione di giustizia su base di “usi e costumi” locali.
RIEDUCAZIONE
Ci si accorda formalmente per prevedere il lavoro fisico socialmente utile (fajina) nelle comunità a delinquenti detenuti per periodi più o meno lunghi, a seconda del crimine commesso, la riparazione del danno e/o l’accordo amichevole fra le parti. Il processo di rieducazione prevede, tra l’altro, la partecipazione dei consigli di anziani.
INFRASTRUTTURA
Si ottiene dal Presidente Municipale di San Luis Acatlan un terreno di 970 m2 con uffici, cucina, e tre celle per i detenuti nel municipio di San Luís Acatlán. Questi spazi sono utilizzati come base operativa dalla direzione formale di questo Sistema Comunitario di Sicurezza: la CRAC. Le celle sono usate, temporaneamente, per recludere i delinquenti che commettono delitti molto gravi come omicidi, violenze sessuali, abigeato, etc. mentre si realizzano le indagini relative al caso. Tutti i gruppi di Polizia Comunitaria sono obbligati a proteggere, a turno, dette installazioni, per una settimana. I municipi apportano 2 camion e un sistema di radiocomunicazione per agevolare l’operato della polizia.
2002-2003
LA LOTTA PER LA DIFESA DEL SISTEMA COMUNITARIO DI SICUREZZA. Davanti agli importanti progressi di questa innovativa organizzazione della popolazione (i funzionari governativi hanno dovuto ammettere in varie occasioni -pur malvolentieri- che l’operato del “sistema” ha abbattuto gli indici di delinquenza nella regione di un 90%), così come alla perdita di spazi di potere propri del sistema giudiziale, il potere statale ha intrapreso una politica repressiva contro il Sistema Comunitario di Giustizia e Sicurezza.
L’ 11 febbraio 2002 i cinque Coordinatori Regionali (commissari della CRAC) sono incarcerati nel CERESO di San Luís Acatlán, con l’accusa di aver violato i diritti umani (privazione illegale della libertà)nell’espletamento delle loro funzioni, l’amministrazione di giustizia. Ovviamente, il problema risiede nella mancanza di rispetto, da parte delle istituzioni, nei confronti della legittima volontà delle popolazioni della regione che decisero organizzarsi e nominarono dette autorità. Il giorno dopo la detenzione dei Coordinatori circa 4000 persone manifestarono nell’Agenzia del Pubblico Ministero, e i poliziotti comunitari circondarono le installazioni mostrando la forza dell’organizzazione e l’enorme sostegno popolare su cui contava, quindi si negoziò con il Sottoprocuratore di Giustizia la liberazione dei detenuti e l’accordo di cooperazione e rispetto delle istanze giudiziali con la CRAC.
Quest’accordo non fu mai realmente rispettato e applicato. Attualmente il governo statale mantiene l’obbiettivo di smantellare o cooptare l’organizzazione della Polizia Comunitaria, proponendo diverse volte la legalizzazione della Polizia Comunitaria attraverso la sua incorporazione nella Polizia Preventiva, proposta che è stata sempre respinta dall’organizzazione che la interpreta come un chiaro tentativo di limitarne l’autonomia e la libertà d’azione.
REGOLAMENTO INTERNO DEL SISTEMA
Si sta elaborando da fine 2002 attraverso forum, assemblee, commissioni, consulenze legali, etc. E’ lo sforzo di codificare l’operazione di questo “Sistema di Giustizia Comunitario”.
2004-2006
RAFFORZAMENTO ED ESPANSIONE DEL SISTEMA
L’efficacia dell’organizzazione comunitaria nella diminuzione di delitti e nell’amministrazione di giustizia ha dato impulso a molte comunità appartenenti a vari municipi della regione a organizzare a loro volta gruppi di Poliziotti Comunitari e integrarsi al Sistema. Attualmente, l’organizzazione è presente in 10 municipi della Montagna e della Costa Chica.
PARTICIPAZIONE DELLA DONNA
La costante presenza della donna nel Sistema di Sicurezza e Giustizia Comunitaria si concretizzò a partire dal 2006 nella Commissione di Partecipazione della Donna, composta da due o più donne nominate nell’Assemblea Regionale, che amministrano la giustizia insieme ai Coordinatori Regionali, prestando particolare attenzione ai casi di donne e alla difesa dei loro diritti all’interno dell’amministrazione della giustizia comunitaria.
CALMA TESA: LA RELAZIONE CON LE AUTORITà
In seguito alla “crisi” del 2002, l’atteggiamento delle istituzioni politiche e giudiziali è diventato più tollerante, nonostante continui ad essere conflittuale. Ricorrenti sono state le proposte avanzate dalle autorità locali e statali nel senso dell’incorporazione della polizia comunitaria nel sistema ufficiale, che appare anche nella recente legge di sicurezza dello Stato di Guerrero, approvata nel febbraio 2007.
Nel novembre 2006 l’atteggiamento arrogante del Direttore di Sicurezza Pubblica di San Luís Acatlán, nei confronti delle attività di protezione dei cammini e protezione della popolazione dagli assalti portate avanti dalla Polizia Comunitaria, ha dato origine ad una situazione di tensione e militarizzazione del territorio che è durato oltre un mese.