UNA NUOVA SFIDA PER LA POLIZIA COMUNITARIA: NASCE IL GRUPPO DI COMUNICAZIONE

I popoli della Costa Chica e della Montaña del Guerrero (nella parte centromeridionale del Messico) stanno iniziando a percorrere un nuovo cammino: la formazione del Gruppo di Comunicazione Comunitaria, parte del conosciuto Sistema di Sicurezza e Giustizia Comunitaria (SSJC).
Da diversi anni la Polizia Comunitaria ha espresso la necessità di costruire i propri mezzi di comunicazione: lo stesso Regolamento Interno del Sistema prevede la formazione di un gruppo di comunicazione, la cui funzione sia rafforzare l’organizzazione e promuovere la cultura dei popoli indigeni (tlapanecos e mixtecos) e mestizos che la conformano.
Formato nel 1995, in questi 12 anni il Sistema di Giustizia e Sicurezza Comunitaria (detto più comunemente Polizia Comunitaria, anche se questa è solo una parte della struttura) si è fatto conoscere per l’efficacia con cui ha combattuto il clima di violenza che opprimeva gli abitanti della regione. Si è consolidato come istituzione autonoma che a livello regionale garantisce la sicurezza, amministra e impartisce la giustizia, d’accordo ai valori comunitari di collettività, gratuità del servizio e reintegrazione alla società dei detenuti.

Lo sviluppo e la crescita dell’organizzazione, che attualmente comprende 65 comunità di 10 Municipi, ha sviluppato una discussione sulla portata e le funzioni dell’organizzazione. Per garantire l’efficacia dell’amministrazione della giustizia, e facilitare agli abitanti delle regioni più isolate rivolgersi alle autorità autonome per risolvere i propri problemi, è stata avviata la suddivisione del territorio comunitario in tre zone, che riflettono tanto le caratteristiche etniche come quelle geografiche. In ogni zona sarà presente un Comité per l’impartizione della giustizia e la coordinazione della sicurezza nel territorio di sua competenza. La reterritorializzazione rappresenta un processo di crescita e rafforzamento, dal momento che il Sistema si sta trasformando d’accordo ai cambiamenti delle condizioni sociali e organizzative nelle quali agisce ed é inserito.
Il dibattito interno ha mostrato anche la necessità di ampliare le funzioni del sistema, includendo altri ambiti della vita sociale, così come il diritto alla giustizia, gli abitanti della Costa-Montaña stanno esercitando il proprio diritto alla comunicazione, mettendo in pratica gli Accordi di San Andrés Sakamch'en de los Pobres.
Per le comunità di questa regione, dove non arriva l’informazione mass-mediatica, costruire i propri media significa dar voce alla loro cultura e rafforzare la loro organizzazione: con tale proposito le autorità comunitarie hanno deciso di formare il Gruppo di Comunicazione.
L’ ‘Altra comunicazione’ che si sta iniziando a costruire è integrale, sviluppando i vari strumenti comunicativi; interculturale, valorizzando le diversità presenti nella regione; e si basa sulla partecipazione attiva delle comunità.
Alcuni mesi fa i Poliziotti Comunitari iniziarono a visitare le scuole e le assemblee delle comunità per presentare il progetto; in più, in tutte le comunità del territorio, con gli altoparlanti pubblici e nelle diverse lingue, si ascoltava l’appello ai giovani per formarsi e creare una rete di comunicazione nella regione.
Per il Sistema di Sicurezza e Giustizia Comunitaria il progetto di formare un equipo de comunicadores rappresenta una nuova sfida.
Durante le prime riunioni realizzate nella sede della Coordinadora Regionale delle Autorità Comunitarie (CRAC), nella cittadina di San Luís Acatlán, giovani, comandanti regionali e autorità autonome hanno discusso l’organizzazione, i metodi e le tappe del progetto.
Il “camminare facendo” è il metodo di lavoro creato dai partecipanti, dal momento che “così ci hanno insegnato a lavorare e a seminare i nostri padri ed i nostri nonni, a fare le cose noi stessi”. Allo stesso modo si realizzerà la formazione, imparando gli elementi tecnici ed applicandoli contemporaneamente alla problematica regionale: ad esempio, nel laboratorio di scrittura e redazione si realizza un “reportage” con interviste nelle comunità, materiale che poi è anche il punto di partenza per l’analisi del contesto sociale.
La vita nei campi, che rappresenta la quotidianità per la maggior parte degli abitanti della regione, ha una grande influenza sul modo in cui i partecipanti stanno immaginando lo sviluppo del progetto: così come la crescita di un seme, dalla semina al raccolto, ha diversi momenti, i giovani si figurano anche la costruzione dei mezzi di comunicazione come un processo. Nella prima tappa si stanno sviluppando conoscenze di base, come l’uso del computer e la redazione di articoli, interviste, comunicati e denunce; in un secondo momento, si specializzeranno nei differenti “attrezzi comunicativi”, che sono:

  1. Una RADIO regionale con l’obiettivo di rafforzare la vita comunitaria nella regione. “Vogliamo una radio per diffondere la cultura, la lingua e le tradizioni dei nostri popoli, per informare di ciò che succede nelle comunità”, dicono i futuri promotori di comunicazione. Per le autorità autonome regionali, la radio deve anche essere uno strumento della Polizia Comunitaria per rafforzare l’integrazione delle comunità al Sistema, informando delle decisioni e gli accordi delle Assemblee Regionali, e diffondendo la storia dell’organizzazione.
  2. L’amministrazione della pagina Web (www.policiacomunitaria.org) come veicolo di diffusione dell’esperienza comunitaria in altre zone del paese e del mondo. Nella pagina, appena creata, si trova l’informazione sulla storia e le funzioni del Sistema di Sicurezza e Giustizia Comunitaria, sulla regione, ed i documenti elaborati dalla stessa organizzazione.
  3. L’uso delle immagini per mezzo di video e della grafica popolare (serigrafia, striscioni, manifesti).

In tutto il Messico, i popoli indigeni aprono nuovi sentieri per la resistenza e la costruzione di spazi di potere autonomo per mezzo di progetti propri di comunicazione. Referenti immediati della Polizia Comunitaria in quest’ambito sono due esperienze di radio comunitarie vicine al suo territorio: la radio amuzga di Xochistlahuaca (Radio Ñomndaa) e la radio della comunità mixteca di Buenavista. La voce libera di queste radio comunitarie appare ancora più importante nel contesto di forte militarizzazione, violenza generalizzata e costante violazione ai diritti umani che caratterizzano lo stato di Guerrero, dando la possibilità ai popoli di denunciare ciò che succede nei loro territori, rompendo così il silenzio a cui li vorrebbe obbligare il monopolio dell’informazione di massa.

Abbiamo bisogno dell’aiuto solidale per sostenere le spese iniziali del progetto, e ottenere l’infrastruttura basica. Contattaci, qualunque cooperazione è benvenuta; scrivici se vuoi saperne di più sul progetto o sulla Polizia Comunitaria.
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